Spiritualità

Parlare di spiritualità nell’India attuale non è semplice. Uno degli effetti della globalizzazione, oltre a quello sicuramente predominante e relativo alla diffusione capillare del modello capitalistico di produzione, è stato quello di aver messo in circolo un modello culturale, nel quale, la visione materialistica dell’esistenza ha come obiettivo quello di ridurre  la nostra vita a semplice quantità di merci consumate. Oggi in India è in corso una battaglia durissima e neanche tanto sotterranea  tra la rincorsa , non solo affannosa ma anche devastante, tra l’arricchimento individuale ed il mantenimento di una spiritualità che da sempre ha permeato in maniera totale la vita di milioni di indiani.

Ma in realtà cos’è questa spiritualità indiana di cui tanto si parla e che spessissimo viene stravolta in occidente (ma ora anche nella stessa India) al solo fine di perseguire  interessi economici ?

Se ne potrebbero dare, ed in effetti se ne danno, molte definizioni. Per noi è una visione, un modo di essere, uno stato di coscienza. Sentire che ogni aspetto dell’esistenza non può essere altro da ciò da cui deriva o di cui è emanazione, oppure essere liberi da una concezione antropocentrica dell’esistenza , o riconoscersi ed essere uno dei milioni di aspetti in cui si manifesta la Divinità. Ma è soprattutto il liberarsi delle false gabbie, concezioni, idee, strutture e sovrastrutture indotte  della mente. E’ il domandarsi chi si è ed il non volere apparire  altro da ciò che si è realmente.

Ma in definitiva al di la di tutte queste dotte o emozionanti definizioni la spiritualità forse è soltanto ricerca ed immersione nel silenzio.

Permea ogni aspetto dell’esistenza, visione non antropocentrica dell’esistenza, devozione a milioni di aspetti del divino.

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